Dico Bene?

Per un attore la dizione è fondamentale. Non si può immaginare di calcare le scene, leggere un testo, una poesia senza conoscerla, senza averla studiata.

La dizione è importante nell’interpretazione, nel canto e in ogni azione che porti le persone a parlare in pubblico ma non solo, la dizione è conoscenza della voce, degli elementi che contraddistinguono la parola e non è cosa da poco, perché conoscere gli elementi che caratterizzano la voce, il porgere la parola, in sintesi “prosodia”, significa anche esprimersi con maggiore efficacia nella vita. Per questo la dizione dovrebbe essere insegnata a scuola, magari nelle nozioni base, ma è una materia che contribuisce, e non poco, alla formazione della persona poiché conferisce il controllo dell’espressione del proprio pensiero, di fatto è un importante completamento della conoscenza della propria lingua e, perché no, un avvicinamento consapevole al teatro (altra materia che dovrebbe rientrare nei programmi didattici per il suo valore educativo e culturale).

Ci sono molti corsi in rete, personalmente prediligo quelli in presenza poiché la vicinanza fisica del docente aiuta l’allievo a correggere più efficacemente problemi di postura, di impostazione, se poi questioni di tempo o logistiche non lo consentono si può ricorrere a libri e corsi online ma avendo cura di tanto in tanto di prendere qualche lezione in presenza per correggere quegli aspetti fisici che solo il contatto di persona può aiutare a correggere.

Il libro che ho riportato nella foto che accompagna il post è uno dei primi e più conosciuti sul tema, scritto da Oskar Schindlrer e Iginio Bonazzi (che fu il mio maestro di dizione nel 1983), ma ci sono anche altre pubblicazioni più recenti alcune dotate anche di cd allegato per ascoltare gli esempi. Insomma, non c’è che l’imbarazzo della scelta.

Se poi si fa teatro a qualsiasi livello, dilettantistico, amatoriale o professionistico, non si può fare a meno di conoscere bene gli elementi espressivi della voce e la corretta gestione della parola. Uno dei primi effetti di un buon corso di dizione, seguito con scrupolo, è la perdita della cadenza dialettale, e se si possiede un buon orecchio si possono acquisire alla bisogna quelle di diversi dialetti, nel mio percorso ho imparato a gestirne alcune (torinese, siciliano, pugliese, romano, toscano, napoletano, sardo, veneto, ligure, lombardo) magari non troppo specifiche di determinate aree per mancanza di conoscenza delle persone, dei luoghi e delle culture ma tali da mettermi nelle condizioni di poter interpretare parti con cadenze necessarie alla caratterizzazione di determinati personaggi.

In conclusione, la dizione è uno strumento importante nella vita di tutti perché consente di conoscere meglio sé stessi attraverso il controllo di quello che si dice come lo si dice. Se poi si va in scena allora è fondamentale.

Perché il teatro è vita.