Quel momento

La musica sfuma, il buio avvolge tutto, avvolge i pensieri, avvolge le cose, avvolge l’emozione che diventa via via più grande, più intensa, più forte… e con il buio cresce il silenzio, un silenzio che eleva lo spirito… tutto, ogni cosa diventa “altro”, ogni cosa diventa una realtà parallela, superiore…

Il pubblico è lì… lo sento, ne sento il respiro, dietro la quinta ne avverto l’attesa, la tensione rotta da qualche immancabile colpetto di tosse repressa…

I pensieri… i timori… le prove… le idee… è tutto lontano, tutto altrove…
Fra poco sarà luce, sarà interpretazione, sarà condivisione, sarà gioia, sarà dolore e intensità, leggerezza e profondità… sarà tutto, sarà niente…

Quando entro in scena? Il sipario è alzato, il buio è tutt’uno col silenzio… non lo so quando entrerò, ma entrerò… il momento sarà quello giusto, non calcolato, non studiato ma sentito.
Quel momento magico che precede l’entrata in scena, un momento eterno, che dura una vita intera ogni volta… quel momento che assapori con un’intensità quasi mistica, la stessa visione che per Dostoevskij precede l’attacco epilettico, il momento della percezione della presenza di Dio…

Poi i pensieri spariscono… il vuoto lascia il passo all’interpretazione… ed è emozione… ed è l’epilessia dello spettacolo, il brivido della vita che prende forma dall’oscurità del boccascena…

Perché il teatro è vita!